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Carlo Cavicchio

Una storia possibile della fotografia: l’AI racconta il Novecento

Quattro fotografi fondamentali del Novecento – August Sander, Walker Evans, Hilla e Bernd Becher, Stephen Shore – osservati attraverso un filtro inatteso: la generazione di immagini tramite intelligenza artificiale. Non un gioco, non un esercizio di stile ma un test. Che cosa ha “capito” l’AI della storia della fotografia? Quanto ha veramente studiato? Che cosa restituisce quando la si interroga senza trucchi, senza input troppo guidati, senza immagini di riferimento?

Una storia possibile del ’900 costruita indirettamente, attraverso quello che l’AI immagina che sia stato. Un modo per verificare non solo le capacità tecniche dei modelli generativi, ma soprattutto il loro rapporto con la tradizione visiva: i linguaggi, i codici, le ossessioni formali. E, inevitabilmente, per riflettere sul nostro modo di guardare oggi.

 

Carlo Cavicchio, nato a Milano nel 1966, è da sempre interessato alla fotografia. È affascinato dagli aspetti urbanistici, di Milano e non solo, tanto da farne oggetto della sua tesi di Laurea in Economia e Commercio.
 Di preferenza utilizza una macchina fotografica Reflex con obiettivo decentrabile.

Ha fatto parte dello storico Circolo fotografico Milanese dal 2010 al 2020: entrato come socio curioso e interessato, sin da subito ha partecipato con entusiasmo alle attività del circolo e dal 2014 al 2016 ne è stato il presidente. Dal 2015 è assiduo frequentatore dei seminari organizzati da Fulvio Bortolozzo.

Scatta immagini di paesaggio urbano spogliando le vie cittadine dalla presenza umana. L’intento è quello di ergere a protagonista la struttura urbanistica e gli impianti architettonici in mezzo ai quali ci muoviamo. Cerca di documentare la città evidenziando i contrasti. 

Fotografando Milano ha focalizzato la sua attenzione sui luoghi meno noti e meno caratteristici, ignorando volutamente la nuova città “monumentale“ che sta sorgendo e dando, invece, particolare rilievo ad alcune arterie periferiche e alle viuzze di cui Milano è ancora ricca. Un fascino particolare suscitano in lui le vie chiuse, senza orizzonte che ricordano alcune immagini di Thomas Struth o di Gabriele Basilico, suoi autori di riferimento.

Dal 2013 si è dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la generazione di immagini anche in ambito lavorativo. Si occupa di: grafica, post produzione fotografica e fotolito con CDcromo, azienda di cui è titolare.

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23 gennaio

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