Roberto Menardo
Fascinazioni
Interazioni fra fotografia e segni grafici
Roberto Menardo viene da Cuneo e vive tra Lodi, dove lavora, e Torino. E’ un fotografo appassionato con oltre 10 anni di attività nel campo dell'arte fotografica, focalizzata sulla comunicazione emozionale e sull'osservazione attenta. La sua ricerca è orientata alla creazione di immagini coinvolgenti, con un costante impegno nell'apprendimento e nella sperimentazione. Affianca all'attività artistica esperienze organizzative ed editoriali nel settore culturale.
Attività Espositive e Pubblicazioni
Mostre Personali e Collettive: Esposizione in rassegne d'arte e manifestazioni di rilievo.
2026: Partecipazione alla seconda edizione di "In-Ciampi di fotografia" presso Extra Factory a Livorno
2025: Partecipazione alla settima edizione del Festival della Fotografia Surrealista e Creativa di Fréjus.
2018: Esposizione alla Torre Grimaldina di Genova nell'ambito della rassegna di arte contemporanea “Segrete – tracce di memoria”.
Pubblicazioni Collettive: Contributo a pubblicazioni e cataloghi fotografici collettivi di rilievo, a livello nazionale e internazionale.
Esperienze Editoriali e Organizzative
Co-organizzatore Circuito OFF (2017 – 2025): gestione e coordinamento del Circuito OFF del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Responsabile della selezione dei candidati, delle sedi espositive e del supporto logistico ai fotografi partecipanti.
Co-redattore (2017 – 2025): collaborazione editoriale con la rivista online “Ludesan life – storie del territorio”, curando contenuti e reportage basati sull'immagine e la narrazione.
Co-fondatore del Concorso “Il Mondo in Tasca” Contemporary carte-de-visite nel 2019
Riconoscimenti e Premi Fotografici (Selezione)
2022 | Tokyo International Photo Award (TIFA): Silver Winner nella categoria EventsWedding per la fotografia “felicità”.
2017 | Prix de la Photographie Paris (PX3): Terzo Posto nella categoria Non Professional Portraiture con la fotografia “Gertrude&Greta”.
2025 / 2015-2019 / 2016: Honorable Mention (HM) in più edizioni del Prix de la Photographie Paris (PX3).
2023 / 2021 / 2019 / 2018 / 2016: Honorable Mention (HM) in diverse categorie dei Monochrome Photography Awards.
2021 / 2019: Honorable Mention (HM) negli International Photography Awards (IPA).
Altri Riconoscimenti: Nominee FAPA (2021), HM Moscow International Photo Award (2016), HM Monovision Black & White Photography Award (2023).
Hot Pot
Hot Pot
In questa serata presenteremo alcuni lavori tratti dal progetto collettivo Hot Pot. Saranno presenti i co-autori Alessandro Guzzeloni (“Still city”), Ivano Cetta (“C'era una corte...e forse c'è ancora”) e Anna Brenna.
Still city
Negli ultimi anni, la Cina ha subito una trasformazione urbana senza precedenti, caratterizzata da un rapido sviluppo, imponenti grattacieli e infrastrutture tentacolari.
Nelle grandi città si assiste a una spinta verso la spettacolarizzazione delle trasformazioni urbane, culminate nelle architetture iconiche degli anni 2000 volte a ridefinire l’immagine e la narrativa della Cina contemporanea, in risposta prima ai mercati globali e poi all’arrivo delle Olimpiadi del 2008.
Pechino, la capitale, è un ottimo esempio di questa metamorfosi urbana. La città vanta un mix di monumenti antichi e meraviglie moderne. Il Centro Acquatico Nazionale (Water Cube) e lo Stadio Nazionale (Bird’s Nest) sono esempi di questa tendenza. Queste strutture non servono solo a scopi funzionali, ma simboleggiano anche le aspirazioni e i risultati conseguiti dalla Cina sulla scena globale.
Shanghai è un’altra città che incarna la rapida urbanizzazione della Cina, offrendo un sorprendente contrasto tra gli edifici di epoca coloniale e lo skyline futuristico. Questa giustapposizione evidenzia il significato storico della città e il suo ruolo di potenza finanziaria.
La trasformazione urbana della Cina è un fenomeno dalle molteplici sfaccettature.
La diversità architettonica è una narrazione visiva della complessa storia della Cina e della sua rapida modernizzazione.
Carlo Cavicchio
Una storia possibile della fotografia: l’AI racconta il Novecento
Quattro fotografi fondamentali del Novecento – August Sander, Walker Evans, Hilla e Bernd Becher, Stephen Shore – osservati attraverso un filtro inatteso: la generazione di immagini tramite intelligenza artificiale. Non un gioco, non un esercizio di stile ma un test. Che cosa ha “capito” l’AI della storia della fotografia? Quanto ha veramente studiato? Che cosa restituisce quando la si interroga senza trucchi, senza input troppo guidati, senza immagini di riferimento?
Una storia possibile del ’900 costruita indirettamente, attraverso quello che l’AI immagina che sia stato. Un modo per verificare non solo le capacità tecniche dei modelli generativi, ma soprattutto il loro rapporto con la tradizione visiva: i linguaggi, i codici, le ossessioni formali. E, inevitabilmente, per riflettere sul nostro modo di guardare oggi.
Carlo Cavicchio, nato a Milano nel 1966, è da sempre interessato alla fotografia. È affascinato dagli aspetti urbanistici, di Milano e non solo, tanto da farne oggetto della sua tesi di Laurea in Economia e Commercio. Di preferenza utilizza una macchina fotografica Reflex con obiettivo decentrabile.
Ha fatto parte dello storico Circolo fotografico Milanese dal 2010 al 2020: entrato come socio curioso e interessato, sin da subito ha partecipato con entusiasmo alle attività del circolo e dal 2014 al 2016 ne è stato il presidente. Dal 2015 è assiduo frequentatore dei seminari organizzati da Fulvio Bortolozzo.
Scatta immagini di paesaggio urbano spogliando le vie cittadine dalla presenza umana. L’intento è quello di ergere a protagonista la struttura urbanistica e gli impianti architettonici in mezzo ai quali ci muoviamo. Cerca di documentare la città evidenziando i contrasti.
Fotografando Milano ha focalizzato la sua attenzione sui luoghi meno noti e meno caratteristici, ignorando volutamente la nuova città “monumentale“ che sta sorgendo e dando, invece, particolare rilievo ad alcune arterie periferiche e alle viuzze di cui Milano è ancora ricca. Un fascino particolare suscitano in lui le vie chiuse, senza orizzonte che ricordano alcune immagini di Thomas Struth o di Gabriele Basilico, suoi autori di riferimento.
Dal 2013 si è dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la generazione di immagini anche in ambito lavorativo. Si occupa di: grafica, post produzione fotografica e fotolito con CDcromo, azienda di cui è titolare.