Hot Pot
In questa serata presenteremo alcuni lavori tratti dal progetto collettivo Hot Pot, fra cui “Still city“ (Alessandro Guzzelloni) e “C'era una corte...e forse c'è ancora“ (Ivano Cetta).
Negli ultimi anni, la Cina ha subito una trasformazione urbana senza precedenti, caratterizzata da un rapido sviluppo, imponenti grattacieli e infrastrutture tentacolari.
Nelle grandi città si assiste a una spinta verso la spettacolarizzazione delle trasformazioni urbane, culminate nelle architetture iconiche degli anni 2000 volte a ridefinire l’immagine e la narrativa della Cina contemporanea, in risposta prima ai mercati globali e poi all’arrivo delle Olimpiadi del 2008.
Pechino, la capitale, è un ottimo esempio di questa metamorfosi urbana. La città vanta un mix di monumenti antichi e meraviglie moderne. Il Centro Acquatico Nazionale (Water Cube) e lo Stadio Nazionale (Bird’s Nest) sono esempi di questa tendenza. Queste strutture non servono solo a scopi funzionali, ma simboleggiano anche le aspirazioni e i risultati conseguiti dalla Cina sulla scena globale.
Shanghai è un’altra città che incarna la rapida urbanizzazione della Cina, offrendo un sorprendente contrasto tra gli edifici di epoca coloniale e lo skyline futuristico. Questa giustapposizione evidenzia il significato storico della città e il suo ruolo di potenza finanziaria.
La trasformazione urbana della Cina è un fenomeno dalle molteplici sfaccettature.
La diversità architettonica è una narrazione visiva della complessa storia della Cina e della sua rapida modernizzazione.